Il progetto “GINGER BENDER”

 

Ginger Bender nasce nel 2012 dall'incontro di Alessandra Di Toma e Jeanne Hadley.

Si sono conosciute all'Accademia Internazionale della Musica – civici corsi di Jazz a Milano dove entrambe studiavano chitarra e Jeanne anche canto.

Parallelamente allo studio della chitarra e del canto, le due ragazze studiano percussioni.

Decidono di formare un duo per consolidare lo studio degli standard jazz e cominciare a misurarsi con un pubblico. Iniziano così ad esibirsi in diversi locali dell'area Milanese.

Sono particolarmente affezionate all'arte di strada, infatti hanno portato avanti a lungo la loro attività di busker in Italia e all'estero, perché amano la particolare relazione che nasce tra il musicista e il suo pubblico, l'energia di un dialogo non verbale che diventa immediato quando ci si esibisce in strada.

Decidono quindi di fare un viaggio on the road in Spagna, partendo solamente con le loro chitarre e ukulele. Questo viaggio segnerà l'inizio di un sodalizio lungo e proficuo. Durante quest'avventura hanno la possibilità di suonare con gitani e musicisti locali, allargando i loro orizzonti musicali.

L'anno seguente ripetono l'esperienza, questa volta andando in Grecia e stando a stretto contatto con musicisti del posto, esplorano anche le sonorità del rebetiko.

Grazie ad un incontro avvenuto durante un loro concerto a Milano, hanno avuto la possibilità di fare un breve tour in Finlandia insieme a due band di jazzisti finlandesi.

Dopo qualche anno cominciano a sentire l'esigenza di scrivere i propri brani, trasformando il duo in un progetto cantautoriale. Voraci ascoltatrici musicali, sono mosse dalla costante ricerca del proprio linguaggio che non vogliono ingabbiare all’interno di un solo genere.

Le lingue e gli stili si mischiano nella loro musica che è ricca di influenze e di universi sonori differenti; nelle loro canzoni si possono sentire sonorità blues, funk, afro, (armonie che ricordano vecchie ballad jazz anni 30’ cantate su un ritmo reggae sincopato...)

Cominciano ad esplorare un sound più elettrico; Alessandra impara ad usare Ableton Live e aggiungono al proprio set diversi pedali, effetti e loop station, senza però mai perdere la dimensione energica di un live in cui tutto viene suonato al momento senza essere ingabbiato in strutture predefinite.

Una delle prerogative del duo è quella dell’improvvisazione, retaggio del loro percorso musicale jazz e afro.

I loro testi indagano diverse tematiche, tra cui le diverse sfaccettature dell’amore, soprattutto quello disfunzionale. Alcuni sono stati ispirati da incontri avvenuti in tour, altri emergono dalle riflessioni che spesso nascono quando passano del tempo insieme. I testi sono scritti sia in italiano che in inglese, lingua madre di Jeanne.

Intensificano la propria attività live anche grazie all’incontro con Paolo Mei di Rocketta booking con il quale organizzano svariati tour per tutta la penisola, sia come Ginger Bender, sia come membri della band di Erin K, cantautrice americana; grazie a questa occasione Jeanne si cimenterà con il basso.

Si trovano quindi a suonare in diversi contesti, dal piccolo pub, al circolo letterario, a palchi importanti come l’Alcatraz e il Biko di Milano, il Flog di Firenze, Hiroshima di Torino, New Age a Roncade.

 

Suonano in diverse occasioni per promuovere la lotta alla violenza sulle donne, in particolare al Wall of Dolls ideato da Jo Squillo.

Collaborano con musicisti dell’area Milanese, tra cui Niccolò Bonavita, in arte Bolla, con il quale registrano due brani che faranno parte del suo album “So Fat”, uscito nel 2016.

Il loro primo album, prodotto da Paolo Mei di Rocketta Records&Booking, nasce dalla collaborazione con Lorenzo Gasperoni, musicista, percussionista e compositore, in veste in produttore artistico, con il quale cominciano a consolidare il loro sound, arrangiano e compongono tutti i brani.